MILLENNIAL PINK

Di Secondome

The Gallery – Sketch

Al ristorante The Gallery di Londra, all’interno del più ampio e raffinato locale Sketch dedicato alla musica e all’arte, una regola fissata dai fondatori Mourad Mazouz e Pierre Gagnaire prevede che l’allestimento e le opere ospitate cambino ogni due anni. E così è stato, in effetti, dal 2002 a oggi. Con una eccezione: il colore degli interni, quella particolare nuance di rosa scelta dall’interior designer India Madhavi nel 2014 in contrasto con le illustrazioni ora ironiche ora inquietanti di David Shrigley e rimasta immutata da allora.

Il motivo di questa eccezione è semplice: dal giorno in cui Madhavi ha scelto per le pareti e gli arredi di The Gallery il rosa quarzo, quella tonalità ha iniziato a influenzare gli interior di tutto il mondo, spingendo la stessa Madhavi a replicarla in altri progetti di successo. Nel frattempo la nuance finiva sulle passerelle, sul web (dove una generazione di graphic designer l’aveva qui e là anticipata qualche anno prima) e sui gadget tecnologici, spingendo addirittura il New York Times a dedicarle un nome decisamente pop, Millennial pink, che associa il colore al gradimento del pubblico under 35.

Grand Budapest Hotel

Certo, il 2014 è anche l’anno del Grand Budapest Hotel di Wes Anderson e di quegli interni onirici giocati sulle sfumature del rosa. E sei anni prima, nel 2008, era stato Julian Schnabel a dipingere di rosa gli ultimi piani del suo “Palazzo Chupi” a New York. Ma c’è voluta Madhavi perché il Millennial pink fosse dichiarato da Pantone, nel 2016, colore dell’anno, in abbinamento con l’azzurro Serenity. Nel frattempo il rosa quarzo era finito nelle collezioni di Gucci, Marni, Balenciaga e Valentino. La stessa India lo ha replicato con successo negli store RedValentino di Milano e Londra e, da ultimo, nella collezione di tappeti con cui ha debuttato da poco, realizzata in partnership con la francese Manufacture Cogolin e battezzata Jardin Interieur. “In genere si ha paura dei colori” ha spiegato Madhavi a proposito di quest’ultima collezione, “e quindi nell’arredamento funziona esattamente come con il guardaroba: è molto più comodo vestirsi di nero e non rischiare che mischiare le tinte e osare. Io invece amo contrapporre i colori tra di loro, come fosse un combattimento. L’idea del rosa per The Gallery è nata proprio per dare vita a un contrasto forte con il resto della scena e le opere di Shrigley”.

RedValentino | Roma, via del Babuino

Ma perché piace tanto, il millennial pink? E, soprattutto, quanto è destinato a resistere? Se Madhavi – nata a Teheran da madre egiziana e padre iraniano – è arrivata a sceglierlo carica delle suggestioni di un’infanzia globetrotter trascorsa tra America ed Europa, affascinata dai cartoon e dalla cultura pop d’Oltreoceano, per i creativi più giovani il rosa quarzo rappresenta un orizzonte rasserenante e allo stesso tempo grintoso, come il fondale su cui mettere in scena tutta la fluidità, inclusa quella sessuale, dei nostri giorni e delle loro vite. Neutro ma non neutrale, quasi pastello ma deciso, abbinabile a qualsiasi altro colore ma senza perdere carattere, per Pantone il rosa quarzo, associato all’azzurro serenity, “riflette connessione e benessere, nonché un rilassante senso di ordine e di pace”. Alle ultime due edizioni di Maison & Objet a Parigi, a settembre e a gennaio, il millennial pink era ancora dominante, con Tom Dixon, Nomess, Petite Friture e Nude impegnati a editare o rieditare pezzi in questa nuance. Ora la parola passa a Milano: la prossima Design week vedrà o no un passaggio di testimone ad un altro colore?