MATTEO CIBIC: COSÌ IL MIO “VASONASO” É DIVENTATO UNA DIPENDENZA

Secondome intervista Matteo Cibic

Vasonaso 2017 

Se il design è (anche) l’arte di conciliare gli opposti, allora Matteo Cibic ne è un esponente di punta. Da un lato l’iperattività di un uomo che a 34 anni ha già imposto le sue creazioni dal Centre Pompidou di Parigi allo Shanghai Museum of Glass. Dall’altro la dedizione, la costanza e il metodo che lo hanno portato a trovare ispirazione in Giorgio Morandi. VasoNaso è nato così: dall’idea di replicare un’ispirazione alla maniera diMorandi, cogliendone attraverso le varianti un aspetto diverso. Il risultato sono stati, appunto, i 365 vasi di VasoNaso, uno per ogni giorno del 2016, sintesi perfetta di iperattività e metodo. Un progetto che, come spiega qui Matteo, non è concluso, anzi.

Chi è Matteo Cibic?
“Un ragazzo alto, biondo, a cui piace disegnare e produrre oggetti e spazi inaspettati”.

Hai realizzato uno dei progetti autoprodotti più interessanti e ricercati degli ultimi anni: Vasonaso è una storia finita o pensi a un seguito?
“Vasonaso è un progetto nato con l’esigenza di capire come alcune persone riescano a condurre per decadi se non per tutta la vita la stessa ricerca artistica.

In quanto ragazzo iperattivo, sono affascinato dalle persone metodiche, e ho sperimentato per un anno l’ossessione dei pittori di nature morte. Ho scoperto una pratica zen che mi diverte e mi permette di scoprire nuove relazioni tra forme e colori, ho realizzato vasi (molto spesso repliche di vasi antichi) assemblandoli in composizioni fotografiche. Ho maturato una leggera forma di dipendenza pertanto continuo a produrre Vasonaso unici destinati a gallerie per continuare i miei studi sociologici sugli oggetti”.

 

Matteo Cibic in laboratorio di Soffiatura

 

In un’intervista hai affermato che Giorgio Morandi ha dipinto la stessa cosa tutta la vita, e che volevi provarci anche tu. Forse ricerchi il Vasonaso perfetto?
“Non esiste il Vasonaso perfetto. La loro bellezza sta nel metterli insieme e trovarne relazioni e rapporti sempre diversi e talvolta buffi”.

Il primo aggettivo che viene in mente guardando i tuoi lavori è ironico. Qual è il tuo approccio ai nuovi progetti?
Mi piace pensare a oggetti dalle funzioni ibride e non facilmente catalogabili”.

Qual è il materiale con cui ti senti più a tuo agio?
“Ceramica e vetro, certamente”.

Che cosa ti piacerebbe disegnare e ancora non hai disegnato?
“Un boutique hotel ovunque nel mondo”.

Collezione Uzito per Secondome