CASA ITALIA | Pyeongchang Winter Olympic games 2018

CASA ITALIA | Pyeongchang Winter Olympic Games 2018
Secondome curates the interior design project of Casa Italia @ Yong Pyong Golf Club in Pyeongchang.

Sarà il Yong Pyong Golf Club di Pyeongchang ad ospitare Casa Italia in occasione delle Olimpiadi Invernali 2018. Un moderno chalet, raccolto in pareti vetrate, capace di creare una sensazione immersiva nella natura montana circostante.

Anche in questa occasione Casa Italia si presenta come risultato di un progetto che mira a valorizzare l’eccellenza italiana non solo nello sport, ma anche nell’arte e nel design, e lo fa con un nuovo concept: PROSPECTUM.

Se HORIZONTAL, a Rio de Janeiro nel 2016, intendeva declinare su vari livelli il concetto di orizzontalità, inteso come modalità di approccio Italiano al territorio Sudamericano, PROSPECTUM ci proietta oltre la dimensione piana e bidimensionale della linea, verso la tridimensionalità.

La parola PROSPECTUM, dal latino portarsi avanti, rimanda alla complessità culturale del nostro Paese e a come questa sia riuscita a condizionare la visione di futuro di tutto l’Occidente. L’obiettivo è presentare l’Italia a un pubblico internazionale, riportando l’attenzione sul concetto tutto italiano di prospettiva attualizzato con un linguaggio contemporaneo e utilizzare questa nuova lente come chiave per esprimere il nostro punto di vista sul mondo.

PROSPECTUM è pertanto un concept che racchiude tutte le sfaccettature della suddetta lente: se da un lato, la parola in sé richiama la nostra tradizione rinascimentale, che attraverso l’invenzione della prospettiva tra il 1400 e il 1500 (a opera di artisti come Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Masaccio, Piero della Francesca, Leonardo da Vinci) ha rivoluzionato il modo di vedere e rappresentare il mondo, dando vita all’idea di progresso nella sua accezione anche contemporanea, dall’altro implica che la prospettiva come noi la intendiamo, e come è stata declinata e assunta dall’Occidente, non sia che uno dei possibili punti di vista dell’interpretazione del mondo, come argomentato da Erwin Panofsky ne “La prospettiva come forma simbolica”, il quale dimostracome ogni epoca culturale abbia sviluppato un proprio modo di rappresentare lo spazio, che può essere inteso come la ‘forma simbolica’ di quella cultura.

PROSPECTUM rappresenta quindi la costante apertura alla possibilità di accogliere punti di vista diversi dal proprio, insita nello spirito Italiano, che si manifesta attraverso un valore che era già pilastro del progetto di HORIZONTAL a Rio: l’empatia e la capacità di mettersi nei panni dell’altro guardando le cose da un punto di vista inedito, senza perdere la propria unicità.

In questa visione hanno creduto fortemente i partner e gli artisti che sono stati chiamati a collaborare alla realizzazione di una Casa Italia contemporanea, unica ed accogliente.

Tutto richiama l’idea della prospettiva come griglia ideale attraverso cui guardare il mondo, dalle vie d’accesso che si snodano sulla neve come linee geometriche tracciate su un foglio bianco, allo spiovente del tetto che sembra un profondo triangolo di piombo sospeso sul vetro. Di fronte, una scultura di luce, opera dell’artista Massimo Uberti, ci mostra il perimetro in prospettiva di una casa.

All’ingresso della casa il “Welcome” di Patrick Tuttofuoco, che introduce alle scale d’accesso alla Prospectum square, dominata da un grande camino, fulcro di Casa Italia, in cui tutte le linee prospettiche convergono.

Come asseriva Frank Lloyd Wright il camino è il centro della casa, così Casa Italia si sviluppa intorno ad esso. Sospese sul fuoco un’installazione di Lampade La Traviata di Bob Wilson, edizione limitata dello scenografo internazionale realizzate da Slamp, che come cristalli simboleggiano lo slogan di Italia Team “Fuoco su Ghiaccio”.

La Prospectum Square vede inoltre protagonistsa un’installazione di sgabelli scultorei di Riva 1920, eccellenza dell’ebanisteria italiana, disegnati da diversi designer come Alessandro Mendini, Vito Nesta, Gianni Veneziano e Luciana Di Virgilio, Michele de Lucchi…, realizzati in legno massello di cedro. A completare la piazza le poltrone Margherita di Jacopo Foggini per Edra, i tavolini XXX di Joanna Gravunder di Glas Italia e i divani Pack, disegnati da Francesco Binfaré per Edra. La seduta evoca una banchisa di ghiaccio, rivestita di un tessuto creato appositamente, la cui texture cangiante ne simula i vari strati. Lo schienale è un grande orso sdraiato sul fianco, rivestito di pelliccia ecologica.

Da questo spazio centrale si diramano i vari ambienti della casa, Il Bar, naturale proseguimento della piazza centrale, il ristorante, con un’opera installativa di Cristian Chironi che fa da quinta prospettica ai tavoli Ademar e Amalong e le sedie Gisa di Giulio Iacchetti per Bross, illuminato da una costellazione di lampade Hanami di Adriano Rachele per Slamp. Sospesa su un setto di Corten che divide in modo netto le lounge dalla sala ristorante, una scritta luminosa di Maurizio NannucciSame Words Different Thoughts” che inneggia alla diversità del linguaggio come valore.

Nelle lounge sono presenti una serie di fotografie South #01 dell’artista Gea Casolaro, con panorami capovolti e una serie di lavori miniaturizzati dal titolo Astrazioni Novecentiste di Carlo e Fabio Ingrassia.