BUSSA COI PIEDI

BUSSA COI PIEDI
via Giovanni da Castel Bolognese 81 Roma
Opening: 1 Dicembre 2016 Ore 18.00-21.00


Per il decimo anniversario dell’apertura della galleria, Secondome presenta BUSSA COI PIEDI, una mostra collettiva realizzata insieme ai designer che hanno collaborato con noi in questi primi 10 anni. Abbiamo pensato che il modo migliore per festeggiare questo compleanno fosse una nuova mostra e non una retrospettiva, ed un libro 10 anni, secondome nel quale abbiamo raccolto tre testimonianze con tre punti di vista differenti sul lavoro svolto finora e un’antologia di immagini che ripercorrono la nostra storia attraverso le collezioni prodotte e i progetti espositivi realizzati. Asics Gel Lyte 5 Dames Il libro, edito da Nero, è realizzato con il contributo di Maria Cristina Didero, Stefano Micelli e Giampiero Mughini che hanno raccontato la nostra storia con gli occhi di una curatrice, un economista e un collezionista. Il titolo di questa mostra è un omaggio alla città che ci ospita, Roma. Dwight Coleby Kansas Jersey A Roma, quando si da una festa si usa dire agli amici Bussa coi Piedi, cioè porta qualcosa, e siccome avrai le mani occupate, dovrai bussare con i piedi! Hanno raccolto la sfida a portare un oggetto, un mobile, una lampada, che fosse secondo loro rappresentativo sia del proprio lavoro che della galleria: Sam Baron, Giovanni Casellato, Matteo Cibic, Nigel Coates, Dum Dum, Henzel, Lanzavecchia+Wai, Massimo Lunardon, Coralla Maiuri, Stefano Marolla, Marco Raparelli, Servomuto, Gio Tirotto, Giorgia Zanellato e Zaven. adidas gazelle dames goren Il risultato è una mostra estremamente eterogenea per stili, forme e materiali. Maillot Memphis Grizzlies Ci sono mobili realizzati con tecniche e materiali insoliti: il tavolo di Stefano Marolla, in rovere curvato a mano e cristallo temperato, che si aggiunge alla collezione Una, articolo indeterminativo e ancora la sedia di Dum Dum Sedia d’artista, prova 2016, risultato di una sua ricerca estenuante sulla seduta realizzata in ferro laccato e legno grezzo curvato e il progetto Mondo Cane di Marco Raparelli, oggetti tridimensionali emersi dale storie su carta dell’artista, che affiancati da un intervento site specific su uno specchio creano un corto circuito tra realtà e finzione.
Tra i complementi d’arredo abbiamo il tappeto Untitled Foil di Anselm Reyle, presentato dallo Studio Henzel in cui la seta è stata applicata per imitare itipici riflessi dell’alluminio con il quale l’artista realizza le sue opere originali; le lampade: Upside down di Lanzavecchia+Wai, ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie, il fantastico mondo creato da Lewis Carrol,; il lampadario Oblio di Gio Tirotto, uno specchio che diventa lampada e viceversa, che vuole rappresentare più che un oggetto, uno stato transitorio, in cui la forma nello spazio perde la memoria di ciò che è, Cerimonia lampdi Nigel Coates che, fedele alla tradizione dei readymade di Duchamp, prende un cappello cerimoniale e ne sostituisce il pennacchio con una lampadina simile alla fiamma, trasformandone l’aura di autorità con irriverenza capricciosa e Nuova Guinealalampada da terra dal sapore esoticodiServomuto. Tre i pezzi unici della collezione Vasonaso di Matteo Cibic, due giare Japonape Kaboom in ceramica dell’artista Coralla Maiurie Petalo, il vasoideato e realizzato da Massimo Lunardon in vetro borosilicato soffiato a mano. E ancora, i portaghiaccio in ferro scolpito come stoffa di Giovanni Casellato, che si cimenta per la prima volta nella realizzazione di oggetti in piccola scala. Sam Baron realizza un’installazione onirica Catch the stars composta da una costellazione di cesti intrecciati a mano in Portogallo, sua nazione adottiva, mentre Zaven proponedue serigrafie della serie Only for friends, impreziosite dalle imperfezioni date dalla stampa manuale che le rendono uniche.