THE DESIGN CITY, IL LIBRO CHE CELEBRA MILANO CON I SUOI CREATIVI DI IERI E DI OGGI

di Secondome

A volte per andare avanti bisogna prima fermarsi. Fare un riassunto veloce, una sintesi di quel che si è fatto per poi ripartire, con le idee più chiare di prima e obiettivi nuovi. Milano vive da anni il suo momento di massimo splendore. Il design ha dato alla città un’iniezione di fiducia e un palcoscenico da cui ogni giorno arrivano al resto del mondo immagini di una creatività in fermento. Ma per continuare a viaggiare veloci, serve sapere da dove si arriva, chi si è stati prima. In una parola, occorre ripercorrere la propria storia e il proprio Dna. È lo sforzo che fa un libro, denso e bellissimo: si intitola The design city – Milano città laboratorio, lo hanno curato Anna Mainoli e Marco Sammicheli ed è edito da Forma edizioni in collaborazione con il Salone del mobile.

Il volume ripercorre la Milano del design di ieri e di oggi. Una parte è dedicata agli studi del passato, ai padri e alle madri nobili della disciplina che ha determinato il successo della città nel mondo, un’altra ai loro eredi, le generazioni successive e ancora all’opera che hanno ridisegnato il mondo dopo che a progettarlo erano stati i grandi maestri. Un libro necessario, un atlante quasi, con duecentocinquanta fotografie e un’ottantina di ritratti, un baedeker si sarebbe detto una volta, che mostra in filigrana attraverso le foto degli studi dei fratelli Castiglioni, di Vico Magistretti, di Giulio Iacchetti, ma anche di professionisti stranieri come Nendo, comunque molto attivi a Milano, le ragioni per cui questa città è insieme un laboratorio e il laboratorio del design. Una città che, come rivela proprio questo viaggio negli studi dei designer, è ormai policentrica, come la sua Design Week che continua ad allargarsi di anno in anno conquistando nuove zone e nuovi distretti. Una città, per dirla con uno dei due curatori del volume, Marco Sammicheli, promuove azioni votate alla qualità, alla convivenza, alla possibilità, al bene comune.

“Il patrimonio di conoscenza che Milano ha saputo custodire e sviluppare si tramanda e diventa incubatore per la creatività del domani”, scrive il presidente del Salone del mobile Claudio Luti nell’introduzione, mentre Stefano Boeri, presidente della Triennale, parla di una città unica, “una metropoli piccola e intensissima, con il desiderio di nuovi spazi e la capacità tecnica di innovare nel campo dei materiali e dei tessuti, insieme alla formidabile voglia di rischio creativo che Milano racconta, anche e soprattutto nella dimensione delle intense relazioni interpersonali che si snodano al suo interno”.