HOMO FABER: QUANDO L’ARTIGIANO DIVENTA ARTISTA

di Secondome

Dal 14 al 30 settembre, la Fondazione Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia ospita Homo Faber. Crafting a more human future, la mostra/evento promossa dalla Michelangelo Faoundation for Creativity and Craftsmanship di Ginevra, in collaborazione con a Fondation Bettencourt Schueller, il Triennale Design Museum e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

Creativity and Craftmanship a cura di Michele De Lucchi |  PH Alessandra Chemollo

Michele De Lucchi, Judith Clark, Jean Blanchaert, Stefano Boeri, India Madhavi sono alcune delle personalità provenienti dal mondo dell’architettura, del design e della moda che hanno curato le numerose sezioni della mostra.

Homo Faber riporta alla luce l’eccellenza della produzione artigianale europea, riunendo in 4.000 metri quadri, tra biblioteche, chiostri e gallerie della Fondazione Giorgio Cini, 400 artigiani e 900 oggetti. Questi numeri fanno di Homo Faber la mostra più grande che sia mai stata realizzata sull’artigianato, ma anche un evento a cui il pubblico è chiamato a partecipare con dimostrazioni dal vivo, laboratori, installazioni e conferenze.

Tavole a specchio – Natura morta | Massimo Lunardon 

L’iniziativa è volta a far rivivere il lavoro artigianale, una celebrazione dell’atto creativo e manuale dell’uomo in tutte le sue forme, rievocando il movimento delle arti applicate e dell’alto artigianato a metà tra la vita quotidiana e il mondo dell’arte. In mostra oggetti che sempre di più, per la loro unicità e ricercatezza, incarnano il desiderio del pubblico ormai troppo abituato a produzioni in serie.

La mostra si articola in 16 sezioni tematiche che esplorano materiali, tecniche e maestri del design e dell’arte. Il pubblico, attraverso fotografie e realtà virtuale, viene “accolto” nelle botteghe e nei laboratori dei più importanti maestri gioiellieri, designer, artigiani e sarti d’alta moda. Sono infatti tantissime le sfumature in cui si articola Homo Faber. Nel Chiostro dei Cipressi Susanna Pozzoli ha curato Venetian Way, una rassegna fotografica che porta il visitatore nel cuore dei laboratori di 21 artigiani veneti.

Best of Europe a cura di Jean Blanchaert e Stefano Boeri | PH Stefano Boeri architetti

Jean Blanchaert e Stefano Boeri hanno curato Best of Europe, un’accurata selezione di oltre 300 oggetti realizzati da artisti-artigiani europei, dalle ceramiche italiane alla pelletteria spagnola, dalle porcellane francesi ai vetri tedeschi. Tra loro Massimo Lunardon, con le sue nature morte poste su sottilissime lastre, in vetro soffiato color argento, crea giochi di riflessi e forme specchiate.

Del rapporto tra design e artigianato racconta Designer e Maestri (Creativity and Craftsmanship) nel Cenacolo Palladiano, curata da Michele de Lucchi, in cui 8 designer internazionali sono chiamati a collaborare con artigiani europei. Da questa unione sono nati 8 progetti inediti elaborati su un unico tema dato da De Lucchi: il tabernacolo.

Tantissime altre le mostre come Talenti Rari, Architetture Immaginarie, Scoprire… e Riscoprire, Evoluzione della forma, Doppia Firma, sempre pensate come esperienze vere e proprie per il pubblico, facendo di Homo Faber un’ode all’artigianalità, che mette in luce non solo l’oggetto finito ma anche il processo creativo, gli utensili, i materiali e i gesti di quello che è un vero e proprio atto artistico.