FUSION, LA SCOMMESSA DI MILLIM STUDIO E SECONDOME VINCE IL WALLPAPER AWARD

di Secondome

Sperimentare ripaga. Spingere in alto l’asticella della ricerca dà frutti importanti. Lavorare con la materia e i materiali, proporre accostamenti arditi, progettare una scena inedita e ancora insondata: nell’universo del design, scommettere è una scelta che può davvero portare alla giusta visibilità.

Wallpaper* 

Così, succede che il lavoro di squadra di una gallerista e talent scout con uno studio di creativi giovane e già quotato si aggiudichi, oggi, un riconoscimento importante come il Wallpaper Award: il premio che ogni anno a febbraio la prestigiosa rivista inglese assegna al meglio della scena mondiale del design, dell’architettura e del fashion.

Parliamo di Fusion, la seduta dei Millim Studio che Secondome di Claudia Pignatale ha portato all’ultima Milano Design Week lo scorso aprile negli spazi del Futuredome all’interno di Match, l’allestimento – che includeva il tavolo Atlas di un altro duo di creativi, Hillsideout – con pezzi nati per “sposare” materiali diversi, quasi opposti, realizzando un’unione improbabile e perciò carica di suggestioni inedite. Un Match, appunto, con il duplice significato di incontro e scontro tra mondi paralleli uniti dalla creatività.

Match | Fuorisalone 2018

La giuria che ha assegnato il premio a Fusion per la categoria Best Dream Factory era composta da Bjarke Ingles e Paola Antonelli, Neneh Cherry e Philippe Malouin, Do Ho Suh e Davide Korins. Tutte “eminenze” affascinate da un progetto che ha fuso insieme il marmo, con i suoi infiniti dettagli come infinite sono le sue venature, e il plexiglass, con le sue caratteristiche di limpidezza e distorsione. Peso e leggerezza, solidità e trasparenza, natura e artificio in un unico pezzo.

Fusion bench

I Millim Studio sono Chiara Pellicano ed Edoardo Giammarioli, entrambi classe 1989, di stanza a Roma, nello stesso distretto creativo che ospita Secondome. Neanche trentenni, i due designer che avevano debuttato nel 2016 a Operæ, il festival del design indipendente di Torino, con la collezione di oggetti in sapone Lava i tuoi peccati, declinazione ironica dei sette vizi capitali, portano nel mondo del design italiano e internazionale il loro approccio millennial e multidisciplinare che mette al centro dell’ispirazione sentimenti, umori e desideri per tradurli in cultura del progetto. “Eravamo affascinati dal concetto di fusione, che volevamo legare al senso di scoperta. Volevamo fondere per svelare, avevamo dunque bisogno di un materiale pieno che si lasciasse esplorare dall’interno e di una lente che potesse amplificare ciò che normalmente siamo abituati a vedere”. Fusion, insomma, è nato per stupire. E a quanto pare ce l’ha fatta.